09 Settembre 2010

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Piccoli amici

Piccoli Amici

LŽattività motoria ad indirizzo calcistico riservata alla categoria "PICCOLI AMICI", bambine e ai bambini in età dai sei agli otto anni, è ha carattere ufficiale ed è obbligatoria per le Scuole di Calcio riconosciute.

Tale attività è organizzata in manifestazioni periodiche a carattere locale creando, ove possibile, concentramenti tra Scuole di Calcio con sedi in zone limitrofe.
LŽattività della categoria "PICCOLI AMICI" deve essere prevalentemente ludico-motoria e deve essere svolta seguendo adeguati principi psicopedagogici con conseguenti metodi tecnico-didattici.
I momenti di incontro con altre Società dovranno prevedere partite, giochi e proposte tecniche di confronto, divertenti per la loro attinenza ai criteri metodologici e che mantengano elevata la motivazione favorendo così un graduale apprendimento.

Le partite dovranno configurarsi in spazi ridotti (p.e. 35x25 m.) porte ridotte (utilizzando, in mancanza di porte, materiale alternativo come ad esempio paletti ecc.). I palloni dovranno essere più leggeri o di gomma e convenzionalmente identificabili con il n°3 ed il numero massimo di giocatori per squadra non dovrà superare le cinque unità. Il tempo di gioco può essere suddiviso in due tempi da 15Ž o tre tempi da 10Ž, cercando la più ampia partecipazione di tutti i bambini/e presenti.

Il rispetto dei principi di cui sopra esclude in modo tassativo la possibilità che lŽattività della categoria "PICCOLI AMICI" sia articolata in forme mutuate dalle categorie superiori: non dovranno pertanto essere organizzati tornei con dispute di vere e proprie partite, ufficializzazione di risultati e classifiche.

Si rende pertanto necessario che gli istruttori preposti alla sua realizzazione abbiano qualifiche e predisposizione didattica adeguate alle necessità psico-pedagogiche e motorie dei più piccoli.

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La denominazione di questa categoria, Piccoli Amici appunto, modificata alcuni anni fa da Primi Calci, racchiude in sé la filosofia stessa dell´attività sempre più a misura di bambino, piena di grandi esperienze sotto il profilo motorio, emozionale e sociale per un fanciullo che si avvicina al calcio e che, attraverso il calcio, vuole conoscere, imparare, giocare.
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Per programmazione s´intende partire da un´analisi della situazione, stabilire gli obiettivi della nostra attività, rapportarli alle capacità di tutti e di ciascuno, valutare che gli obiettivi siano effettivamente conseguiti e, in difetto, modificare la progettazione stessa in modo adeguato. "Essa non va affatto confusa con l´elaborazione scritta anticipata dei contenuti di ogni allenamento, che pure ne costituiscono una parte, o con la sola scansione annuale in termini di proporzionalità, ma va piuttosto vista come un metodo generale che permetterà all´allenatore e agli atleti di trarre il massimo vantaggio dalle situazioni di allenamento...Con il termine Programmazione s´intende infatti: un circuito di operazioni fondamentali che vengono eseguite per individuare le varie fasi di un´Azione Didattica che sia verificabile, migliorabile, trasferibile perché collaudata sulla base di un progetto realizzato" (Madella - Cei - Londini - Aquili).
In termini molto semplici possiamo concepire la Programmazione come il contrario dell´improvvisazione che, appare evidente, non può garantire quella precisione e progressività delle proposte, né tanto meno quel controllo tanto necessario per una buona azione didattico - formativa. Il SETTORE GIOVANILE E SCOLASTICO ha resa obbligatoria la presentazione, insieme alla scheda di apertura o riconferma della Scuola Calcio, di una PROGRAMMAZIONE ANNUALE con l´intento di "migliorare l´aspetto qualitativo dell´attività svolta alla base". Quindi:
1-evitare che il lavoro che si andrà a svolgere sia frutto esclusivo di improvvisazione;
2-creare una mentalità "programmatica" affinché il lavoro da proporre possa avere delle regolari verifiche;
3-potersi confrontare su dati oggettivi con gli altri istruttori e con i Responsabili dell´Attività di base;
4-avere delle linee guida, utili anche agli istruttori meno esperti, affinché migliori la loro azione formativa.
A tal proposito verranno consigliati degli obiettivi che chiameremo OPERATIVI o COMPORTAMENTALI quali mete minime da raggiungere alla fine di un periodo stabilito che chiameremo UNITA´ DIDATTICA.
Tali obiettivi riguardano le ABILITA´ TECNICHE specifiche del gioco del calcio, nonché i primi movimenti dell´1c1 e dei Giochi a 2 e a 3 con particolare riferimento a situazioni di sovrannumero come 2c1 o 3c2.
Verranno descritti inoltre i vari Mezzi, i Metodi, i Contenuti e, dei vari obiettivi, la scansione annuale, in termini di proporzionalità, nelle varie categorie.
Verrà quindi consigliata una batteria di test che permetta la verifica iniziale, intermedia e finale del lavoro proposto e relativi apprendimenti da parte degli allievi

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